Rust

Ti odio!
by Luca Santirocco on 11 giugno 2015
Guide

Da qualche anno a questa parte c’è stato un vero e proprio boom di survival game perlopiù a sfondo post apocalittico. Di recente poi c’è stato un nuovo boom ma questa volta almeno hanno cercato di tirar fuori dal cilindro qualcosa di diverso, tipo il classico aereo che cade su un’isola deserta oppure mischiare uomini e dinosauri o addirittura andare a ripescare dagli anni 70 i mitici mattoncini della Lego.

Però due sono stati i giochi che hanno lanciato questa moda il primo è stato sicuramente Minecraft e non voglio neanche parlarne per mezzo periodo, probabilmente dovrei farci una ventina di articoli e francamente adesso non ne ho proprio la minima voglia. L’altro invece è stato DayZ che è diventato un gioco standalone dopo essere stato la più famosa MOD di ArmA 2.

Fallito miseramente DayZ, abbandonato dallo stesso autore, resta un solo esponente di spicco a difendere la categoria dei survival post apocalittici, il famigerato e temuto RUST opera del grande autore del Garry’s Mod, il buon vecchio Garry Newman.

Per cercare di farvi capire bene cosa è effettivamente questo gioco è importante intanto andare a definire cos’è un survival e soprattutto cosa comporta giocare in un mondo on-line persistente.

Questo genere di gioco non è altro che il cercare di far progredire il vostro personaggio, che normalmente inizia la sua partita privo di ogni oggetto di qualsivoglia utilità, attraverso la costruzione di un rifugio, di utensili, di armi e di armature affinché possa resistere a giocatori avversari e a personaggi non giocanti gestiti dalla AI. Il tutto dovendo rendere conto al tempo che passa inesorabilmente a prescindere dal fatto che voi siate o meno collegati ai server di gioco.

Vi descrivo brevemente cosa capita il 99% delle volte che iniziate una partita ad un gioco di questo tipo.

Immaginate il vostro personaggio che appare completamente nudo nel bel mezzo del nulla quando le cose vanno bene o, quando la sfiga vi colpisce, vicino ad insediamenti di giocatori che sono già arrivati ad un livello di armamento e organizzazione tale da non lasciarvi scampo. Supponiamo per assurdo che sia il vostro giorno fortunato quindi vi ritroviate nudi con una bella pietra in mano, una torcia e non avete la minima idea di cosa cazzo fare.

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Siccome io sono qui anche per spiegarvi cosa fare vi racconto la partita che dovreste giocare per sopravvivere il tempo necessario per capire che questo gioco lo odierete fino alla morte.

Intanto iniziate con la vostra roccia a recarvi presso il più vicino albero e a picchiarlo. Questo vi consentirà di accumulare della legna, elemento fondamentale per la costruzione di quasi tutti gli elementi di base e molti di quelli avanzati. Continuerete per dei minuti ad abbattere alberi finché non arriverete ad averne molta, a quel punto si apriranno due scenari.

Il primo nel quale si avvicina un qualsiasi ebete e vi uccide senza un minimo stracazzo di motivo se non quello di avere un’età probabilmente fra i 10 e i 14 anni ed essere un ritardato mentale.

Il secondo scenario è invece quello che per un ancora più assurdo motivo nessuno vi venga a rompere i coglioni.

Visto che oggi siamo proprio fortunati nessuno ci viene a rompere i cosiddetti e quindi, carichi come un somaro di legna, iniziamo la agognata ricerca di qualche enorme roccia da frantumare con la nostra pietra mai come ora utile.

Vi consiglio intanto di usare un po’ della vostra legna per creare una lancia, non che sia l’arma migliore del mondo ma nel caso veniate attaccati da un lupo o da qualche idiota privo di armi potrà essere utile e salvarvi la vita.

Vi avverto che le grandi rocce non sono facili da trovare soprattutto con l’ultima versione del gioco, per cui mi raccomando non andate a cercarle vicino altre case, sicuramente non ci saranno perché appena una di queste appare qualcuno la va a minare. Il termine minare fa schifo ma in questo preciso momento non ho la minima idea di un fottuto sinonimo.

Giriamo un’altra mezz’ora alla ricerca di queste rocce finché le troviamo, veniamo uccisi e dobbiamo ricominciare tutto daccapo.

A questo punto normalmente si chiude il gioco e si rinuncia. Ma noi imperterriti e soprattutto masochisti continuiamo di nuovo dal principio e riusciamo finalmente ad accumulare legna e pietre di vario genere.

Cosa fare adesso è quasi scontato, sarà sicuramente notte e dobbiamo metterci al riparo.

Usiamo 100 di legna per creare un paper. Questo ci consentirà di creare successivamente il blueprint principale che è necessario per la costruzione di qualsiasi tipo di elemento relativo alla nostra futura casa. Creiamo quindi un quadrato di fondamenta ci mettiamo tre muri, aggiungiamo un muro con il buco per la porta, mettiamo il tetto, mettiamo la porta e a questo punto abbiamo costruito il nostro piccolo rifugio accessibile a cani e porci. Ci serve assolutamente un lucchetto. In base al server alcune volte si inizia o meno con un lucchetto però supponiamo di essere stati sfortunati per cui dobbiamo procurarcelo.

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Il lucchetto lo possiamo trovare abbastanza facilmente all’interno di alcuni bidoni che spawnano in prossimità delle strade (questo solo dalle ultime due patch, prima si potevano trovare questi bidoni ovunque anche in mezzo al deserto). Giriamo e giriamo e giriamo e alla fine finalmente riusciamo a trovare il nostro agognato lucchetto. Ora o ci siamo persi e non riusciamo più a trovare la catapecchia che avevamo appena costruito o qualcuno ce l’ha già fregata mettendo su un lucchetto oppure riusciamo a trovare la strada del ritorno e riusciamo quindi a chiudere la maledetta porta creando una chiave.

Adesso inizia il bello, se giriamo con la chiave in tasca e abbiamo chiuso la porta, nel caso in cui dovessimo essere uccisi e questo ha una probabilità superiore al 90%, noi non potremmo rientrare in casa a meno di buttare giù la porta a sassate. Da qui la necessità assoluta di dover recuperare un letto che ci consente il respawn e di non dover apparire in modo randomico per la mappa dopo ogni morte.

Per creare il letto abbiamo bisogno di pelle e quindi siamo costretti a cercare e ad uccidere un po’ di fauna locale, in particolare cavalli, cervi, cinghiali e se avete le palle quadrate magari un lupo o addirittura un orso. Considerando però che probabilmente avrete solo una lancia vi consiglio di lasciar perdere questi ultimi due.

Proseguono i minuti e se non vi ha ucciso ancora nessuno dovreste essere in grado di costruire un letto, un armadio e una o più casse dove riporre la vostra merce.

Cos’è questo armadio? È stato introdotto solo nella versione attuale di Rust e non nella storica prima release. L’armadio una volta attivato impedisce a qualsiasi giocatore, compresi voi stessi, di costruire nelle sue vicinanze in modo da evitare che gli avversari possano usare scale o altre parti edili per arrivare ad esempio sul tetto o entrare da una finestra e rubarvi tutto. Ci troviamo quindi nella condizione in cui abbiamo una casa chiusa, abbiamo la chiave per entrare e uscire, abbiamo il letto nel quale rinasceremo nel caso in cui la sfiga volesse farci morire e un armadio che isola la nostra casa dal mondo esterno.

Vi consiglio quindi di creare due chiavi, lasciarne una in una cassa e portarne una con voi. Questo perché nel caso in cui doveste morire la chiave che avete lasciato nella cassa vi consentirà di aprire e chiudere la porta ma soprattutto di creare una nuova copia. Ricordatevi bene che potete creare la chiave di una porta cliccando sul lucchetto solo a patto che il lucchetto sia aperto per cui se perite e vi ritrovate chiusi dentro la vostra casa, essendo il lucchetto chiuso non potrete creare la chiave per uscire (o almeno questa è la situazione ad oggi salvo nuove patch).

Giustamente vi starete chiedendo, ma se io vengo ucciso qualcuno mi prende la chiave ed entra in casa, mi distrugge il letto in modo da non farmi rinascere in quel punto e mi ruba tutto?

Questo è verissimo ed è il motivo per cui suggerisco sempre una volta usciti dalla vostra abitazione di recarvi a prendere legna e pietre vicino casa in modo da fuggire e chiudervi dentro o in alternativa il più lontano possibile dalla vostra abitazione in modo che il vostro assalitore entrato in possesso della chiave non sia in grado di trovare la vostra dimora.

Tutto ciò fino al momento in cui fortunatamente riuscite a trovare il lucchetto con la combinazione di quattro cifre. Tutto il discorso fatto finora ovviamente cade in quanto una volta scelto il vostro codice nessuno sarà in grado di entrare e uscire dalla vostra casa a meno di qualche folle che voglia provare 10000 combinazioni. Nonostante l’età media dei bambini che giocano a questa tipologia di gioco direi che gente folle da provare così tante combinazioni per adesso non ne ho ancora incontrata. Mi sono fermato a provarne 500.

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Da qui in avanti il gioco inizia essere veramente ma veramente odioso. Perché finora avete fatto poche attività, magari ripetitive ma di breve durata per cui se vi dovessero uccidere amen. Due pugni sulla tastiera qualche epiteto strano e folcloristico nei confronti delle divinità ma poi si inizia daccapo e si torna ad avere un monolocale in mezzo al nulla. Però se iniziamo a costruire una casa grande, a trovare risorse, a fondere i materiali in modo da ricavarne zolfo e metallo con i quali costruire armi e munizioni… Beh, in questo caso morire fa girare veramente le scatole.

Il vostro cervello inizia a pensare a come poter sistemare la casa in modo da evitare che gli altri possano venirvi a rubare tutto. Palizzate trappole, muri doppi, muri tripli, muri fake,case alte, case storte, colonne, grattacieli, di tutto di più.

Ragazzi non c’è scampo. Voi la sera andata a dormire e la mattina quando vi svegliate per andare al lavoro è già stato tutto raso al suolo e questo ogni cazzo di fottuto maledetto bastardo giorno.

C’è una sola strada che porta alla sopravvivenza e non è quella di non giocare ma è quella di costruire la vostra casa di merda nel posto più lontano possibile da qualsiasi centro urbanizzato.

Questo vi consente di giocare per qualche giorno, poi vi troveranno lo stesso e vi incazzerete di brutto.

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Qualcuno vi dirà che questo è il bello del gioco, qualcuno vi dirà che per sopravvivere non potete giocare da soli ma dovete trovarvi un gruppo e proteggervi a vicenda, qualcun altro vi dirà che avendo un lavoro è ora che lasciate perdere questi maledetti giochi.

Ovviamente l’ultima affermazione è chiaramente l’unica vera e certa però se siete qui e state leggendo queste quattro cazzate che sto scrivendo probabilmente ve ne fottete come la maggior parte dei maschi poco cresciuti (di cui io sono il Re).

È questo il bello del gioco? Forse sì o forse no.

Con un gruppo si sopravvive? Qualche volta si ma il più delle volte assolutamente no. Anzi, appartenere ad un gruppo vi costringe ad iniziare una guerra tra bande in stile Il Signore delle Mosche che non fa altro che rubarvi tempo farvi incazzare e allungare la permanenza in questo gioco che diventa improvvisamente come il metadone. Il brutto di Rust è che di colpo di fa amare alla follia tutti i giochi simili, e quindi come il sottoscritto vi ritrovate ad avere e soprattutto a giocare titoli come The Forest, The Long Dark e Don’t Starve.

Francamente ne vale la pena?

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